La mia collaborazione con il progetto Petrifying Wealth ha inizio a novembre del 2019. Il lavoro di ricerca che da allora porto avanti si concentra sull’Italia, con limite cronologico al 1280 circa, attraverso la schedatura di due tipologie di fonti documentarie: da un lato le carte diplomatiche, pubblicate in diverse collane di rilievo – dai Regesta Chartarum Italiae alle Fonti per la Storia d’Italia –, dall’altro le normative statutarie cittadine.

Per quanto riguarda la prima delle due serie, la ricerca verte in primo luogo su un censimento, a tappeto, dei testamenti ante 1260, con l’obiettivo di verificare la presenza o meno, in questo genere di documenti, dei patrimoni immobiliari e della loro ampiezza; in secondo luogo, su un censimento di tutti gli altri generi di documenti (donazioni, vendite, divisioni, privilegi, concessioni di licenze, cause tra parti, ecc.) per verificare in quali siano menzionati, o ancor meglio descritti, edifici e costruzioni di varia natura: muri, palazzi, ponti, torri, casamenti, mulini, case solarate e/o murate, porti, chiostri, campanili, castellari, beccarie, gualche. Scopo primario, in tal caso, è dunque la ricostruzione delle attività edilizie portate avanti da famiglie e istituzioni ecclesiastiche. Questo settore della ricerca sta producendo un corposo database nel quale vengono schedate tali fonti, indicandone per ciascuna l’edizione di provenienza, l’area di riferimento, la tipologia di atto, la datazione e un regesto nel quale sono riportati anche passaggi rilevanti del testo latino.

Per quanto riguarda la seconda delle due serie, la ricerca verte su un censimento a tappeto delle statuizioni delle comunità urbane, con l’obiettivo di estrapolarne tutte le disposizioni circa l’edilizia pubblica e privata delle città: interventi di pavimentazione e manutenzione di strade e piazze, di edificazione e ristrutturazione di palazzi, mura, torri, case; manufatti per la produzione, quali ad esempio mulini e fucine; modalità di produzione dei manufatti per le costruzioni, quali travi, assi, pietre, mattoni, coppi; grandi manufatti lignei, come ad esempio le navi o le macchine da getto; interventi sulle regolamentazioni per il flusso e lo scolo delle acque, a proposito di canali, fossati, acquedotti, fontane, fognature; interventi sulle regolamentazioni per gli intralci mobili alla circolazione, come pure per l’intralcio degli spazi pubblici con costruzioni. Fine ultimo, ma principale, di questo settore della ricerca è ricostruire, attraverso gli statuti, le attività edilizie portate avanti dalle istituzioni locali. Anche in questo caso la ricerca sta producendo un database nel quale vengono schedate tutte le rubriche statutarie relative ai temi sopra elencati, indicando la città di riferimento, la datazione, l’edizione di provenienza, l’azione dispositiva contenuta, il testo latino e una sua traduzione, eventuali annotazioni rilevanti, le parole chiave e un’ulteriore specifica solo per le norme legate alla questione della produzione o a quella del conflitto. Altro interesse di questo settore della ricerca, infatti, è la verifica degli interventi edilizi urbani in tema di regolamentazione del conflitto, anche tra privati, nel contesto dei centri cittadini.

Il lavoro, dopo una prima fase di avvio e di rodaggio, sta attualmente proseguendo in maniera costante, con un aggiornamento continuo dei database descritti.

Frammento dello Statuto di Viterbo del 1237-38, Montefiascone, Archivio Notarile, protocolli del notaio Luciano Malatesta, c. 1 B.
 
Scrittura del notaro Gualberto (anno 1115), Pistoia, Archivio Capitolare, Libro Croce, f. 37 segnato 33.
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