Lo sviluppo del tessuto urbano in Italia (1050-1200 c.)

Il tema dello sviluppo urbano, inteso come aumento del costruito (sia a livello di volumi che di superfici), nelle città dell’Italia centro-settentrionale tra la metà dell’XI secolo e l’inizio del XIII secolo è indubbiamente un problema complesso. La netta e generale tendenza alla crescita è un fatto indubitabile e scontato, ma le concrete modalità con cui essa avviene (e le differenze tra i diversi contesti cittadini) costituiscono di fatto un problema ancora aperto, connesso con quella sorta di buco nero storiografico che è l’attività economica in ambito urbano prima dell’inizio del XIII secolo. Questo tema, sfuggente, può essere affrontato solo muovendo da una serie di punti di osservazione diversi fra di loro. Si tratta di procedere facendo interagire alcune serie di dati diverse tra loro, che costituiscono facce di questo problema, per poi di rielaborarle e triangolarle costruendo un modello il più possibile complesso e dettagliato.

Più in particolare la ricerca in essere è focalizzata su tre diverse serie di dati. La prima è basata sulle fonti documentarie relative alla costruzione di immobili, alle transazioni di vendita di immobili o di affitto degli stessi (o dei lotti di terra su cui gli immobili erano costruiti). Il campione è costituito da una dozzina di città padane e toscane (tra cui Milano Vercelli, Firenze e Lucca) e da Roma, per cui disponiamo di fonti sufficientemente dense. Si tratta di vedere in questi contesti chi sono i protagonisti di questa espansione; chi costruisce, con quali modalità, ma anche quali sono le forme di gestione economica) del costruito.

Un secondo insieme di dati sono quelli connessi all’aumento del costruito a livello di superficie complessiva, usando un indicatore importante come quello delle cinte murarie: il XII secolo (e più in particolare la sua seconda metà) rappresenta infatti un momento cruciale sotto questo aspetto.

Un ultimo grande insieme di dati è quello relativo alle date di apertura e chiusura dei grandi cantieri per la costruzione (o ricostruzione) delle cattedrali (e dove possibile delle altre chiese monumentali in ambito urbano). Si tratta di cantieri di ampie dimensioni ed estremamente costosi che sono strettamente legati al take off economico e demografico delle città. Il lungo XII secolo (1060-1200) appare sotto questo profilo una fase decisiva (si pensi a Modena, Piacenza, Verona o ai grandi cantieri di Milano) rispetto al secolo e mezzo precedente, caratterizzata da un’attività edilizia sensibilmente meno intensa.

L’indagine, attraverso l’incrocio di queste tre diverse piste di ricerca si propone non solo di delineare meglio il processo di espansione del tessuto urbano nell’Italia centro-settentrionale, ma anche di comprendere le sue variabili e le sue diverse cronologie, connettendole alle diverse dinamiche economiche e politiche.

Edifici medievali ad Albenga (SV)
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